Un’azione apostolica retta, ispirata dallo Spirito al bene più universale

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Ignazio vuole che, nella preghiera, le nostre «azioni e occupazioni siano puramente ordinate a servizio e lode della Sua Divina Maestà» (Ej 46). Anzi, ogni parola (Ej 40, 41), ogni pensiero (Ej 331-332), dovrebbe essere ispirato da una retta intenzione. A chi sta per fare elezione raccomanda che in «ciò che mi muove e mi fa scegliere una cosa» (Ej 184), non «si mescoli niente che provenga dalla carne né da qualche altro attaccamento disordinato» (Ej 172): «In ogni buona elezione, in quanto dipende da noi, l’occhio della nostra intenzione deve essere semplice» (Ej 169). Nelle sue istruzioni ai Gesuiti, più volte il santo esorta a che «ognuno badi alla rettitudine della sua intenzione in modo da cercare del tutto non le cose proprie, bensì quelle di Gesù Cristo, e si sforzi di pigliar grandi propositi e desideri di esser vero e fedele servitore di Dio» (Epp 6205: Epp X, 694; cf. Epp 1899: III, 542; Epp 3220: IV, 627). Al rettore del collegio di Coimbra che ha sostituito il p. Rodríguez, invita anzitutto a lasciarsi istruire dallo Spirito Santo promesso agli apostoli (cf. Ej 312) e a quelli ai quali il Signore ha affidato una missione qualitativa (cf. Ej 145).



A Urbano Fernandes

1° giugno 1551


Riguardo alla Sua domanda, che si scrivano cioè come delle «massime» su ciò che concerne il governo, ecc. […], lo Spirito Santo, la cui unzione insegna ogni cosa (1 Gv 2,27) a coloro che si dispongono a ricevere la santa luce, lo voglia insegnare alla V. R., specialmente circa l’incombenza data a ciascuno con il proprio ufficio. Tutti [dovrebbero avere] l’intenzione molto retta di cercare la gloria di Dio nella loro anima, nel loro corpo e in tutte le loro azioni; cercare intensamente l’aiuto alle anime, chi con un mezzo, chi con un altro, chi aiutando gli altri a farlo, mirando sempre al bene universale più che a quello particolare.

CB VIII/2_1 [Epp 1848: III, 500.503)