Esercizi nella vita corrente e per esteso

(Ri)leggere le Lettere di sant'Ignazio


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Ai gesuiti inviati nei vari collegi Ignazio raccomandava di dare gli Esercizi. Pensava innanzitutto a quelli della prima Settimana che possono essere dati a molti (cf. Epp 6692: XII, 142), specie «l’esame particolare e poi l’esame generale, nonché la maniera di pregare»: essi sono adatti a chi «vuole trovare aiuto per istruirsi e per arrivare, fino a un certo punto, a contentare la propria anima» (Ej 18; cf. 24-43; 238-260). Oltre a promuovere una più fervorosa vita sacramentale, possono condurre a «emendare e riformare il proprio stato» matrimoniale o sacerdotale (Ej 189). Nella maggior parte dei casi, non si dovrebbe «andare oltre, nelle materie di elezione» (Ej 18). A chi, invece, è animato da più forti desideri spirituali, che non ha fatto ancora un’«elezione immutabile» (Ej 171) e da cui si può aspettarsi un bene per la Chiesa, il santo invita a proporre i grandi Esercizi (cf. Ej 20). Era convinto di aver ricevuto dal Cielo, con essi, un mezzo provvidenziale di rinnovamento interiore del Popolo di Dio. Lui stesso li diede a parecchie persone, non solo secondo il modo indicato nella diciannovesima annotazione (cf. Ej 19), ma per intero, ad esempio a Pedro Ortiz, il futuro ambasciatore di Carlo V, con cui trascorse addirittura quaranta giorni nel monastero di Montecassino.



A Philipp Faber (Leernus)

3 febbraio 1554


Circa gli esercizi spirituali, mi ha incaricato il N[ostro] P[adre] di ricordare che in ogni classe si veda di adoperarli per uomini e anche per donne (le quali, però, vengano in chiesa a riceverli). S’intende questo degli esercizi della prima Settimana, lasciando loro qualche modo di pregare secondo la loro capacità. E questo, s’intende, senza separare le persone, ma piuttosto che si prendano alcune ore al giorno a questo scopo. Perché in questo modo si può far capire a molti l’utilità degli esercizi fino alla confessione generale e a qualche modo di preghiera come si è detto. […] Per dare esattamente gli esercizi, bisogna non estendersi tanto; anzi, si dovrebbero dare soltanto a persone molto capaci, come sarebbe ad alcuni idonei per la nostra Compagnia o persone d’importanza, perché a loro sarebbe un aiuto singolare e si impiegherebbe bene il tempo presso di loro. E non si meravigli la R.V. che si raccomandi tanto rigorosamente questa cosa degli esercizi, perché fra i mezzi che usa la nostra Compagnia, questo gli è molto proprio, e Dio N.S. se n’è servito grandemente in innumerevoli anime. E la maggior parte dei buoni soggetti che sono oggi nella Compagnia, sono passati dal secolo ad essa mediante questa via. Cosicché pare che per volerla ampliare con buoni soggetti, questa sia una ottima via. E per la gente sposata e altri secolari o persone religiose è anche utilissima, soprattutto la prima Settimana.

CB I/3_1 [Epp 4131: VI, 281]