18. Cercare e trovare la volontà di Dio in uno stato di vita

(Ri)leggere le Lettere di sant'Ignazio


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A Dio – scriveva Iñigo a suo fratello nel giugno 1532 – «chiedo ci dia la grazia, per la sua infinita e somma bontà, perché sentiamo la sua santissima volontà e la compiamo interamente» (Epp 3: I, 82). Fino alla sua morte (cf. Epp 6711: XII, 166; 6713, XII, 169; 6715: XII, 170) egli gli rivolgerà questa preghiera per sé e per i suoi corrispondenti, come qui, in una lettera del 1545, indirizzata al neo-duca di Gandía. È anche questo il tema centrale e il fine preciso del metodo degli Esercizi ricevuti, secondo Polanco, «sotto l’istruzione di Dio stesso» (MHSJ 73, 532): «… così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di preparare e disporre l’anima […] a cercare e trovare la volontà divina nel disporre la propria vita» (Ej 1). Essi mirano quindi alla scelta di uno «stato» ecclesiale definito (Ej 135) o un «emendamento» di quello attuale (Ej 189), scopo che si raggiunge mediante il «vincere se stesso e ordinare la propria vita senza lasciarsi determinare da alcun attaccamento che sia disordinato» (Ej 21). Rimasto vedovo, Borja trovò la volontà di Dio nell’elezione, fatta secondo le regole ivi indicate (Ej 175ss), di entrare nella Compagnia di Gesù. Dovrà, però, aspettare fino a che essa venga non solo «ricevuta e confermata» (Ej 183) dal suo superiore, ma resa pubblica, usando nel frattempo «la prudenza e la pazienza» (Ej 281) che questi gli raccomandò.



A Francisco de Borja


(Fine 1545)

Ho goduto più che molto nel Signor nostro nel sentire cose provenienti piuttosto da esperienza e conversazione interna che dal di fuori di essa. Il Signor nostro, nella sua infinita bontà, le con­cede abitualmente alle anime che pongono totalmente la loro sede in es­sa come nel principio, mezzo e fine di ogni altro bene. Il suo nome altissimo sia sempre lodato ed esaltato in tutte e da tutte le crea­ture, ordinate e create per questo tanto giusto e doveroso fine. […] Alle pre­ghiere e benevolenza di vostra Sig.ria e della signora doña Juana, chiedo molto di esser affidato nel Signor nostro. Termino pregando la sua divina Maestà che voglia darci la sua gra­zia abbondante per sentire la sua somma volontà e compierla in­teramente.

CB I/2_1 [Epp 101: I, 339, 342]