Il memoriale della Passione del Signore

(Ri)leggere le Lettere di sant'Ignazio


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A Manresa, il Pellegrino aveva «visto con gli occhi interiori» dello Spirito Santo dei «raggi» cadere dall’alto sull’ostia e «capito» come, in quel momento, la presenza divina scendeva sull’ostia e, unita con essa, operava la «presenza» reale del Signore (Au 29). La «grande allegria spirituale» che accompagnava ciò che allora «gli si rappresentò all’intelletto» (Ibid.) non rimarrà un’esperienza isolata. La proverà anche quando diventerà sacerdote. Nel suo Diario, in data 1544, riporta quest’altra grazia: «Mentre tenevo il santissimo Sacramento tra le mani, mi veniva da dire, sentendo una forte mozione interiore, che mai l’avrei lasciato per tutto il cielo, o il mondo, o ecc.; e provavo mozioni, devozione, gioia spirituale» (De 69). Non di rado, si racconta, quando celebrava i santi Misteri nella sua cappella, intonava con voce forte il Pater (cf. FN I, 643). Di questa devozione verso il Sacramento dell’altare, gli Esercizi spirituali portano una discreta traccia quando presenta il memoriale della Passione: il Signore «istituì il santissimo Sacrificio dell’Eucaristia, quale massimo segno del suo amore» (Ej 289) e ai «suoi discepoli», incluso «Giuda», «diede il suo santissimo Corpo e il Sangue prezioso» (Ej 191). Nella sua corrispondenza, all’occasione, ricorda brevemente come Egli «offrì all’eterno Padre il sangue preziosissimo e la vita per la salvezza delle anime» (Epp 5120: VIII, 309), come «si è fatto egli stesso il nostro soldo, dandosi come fratello nella nostra carne, come prezzo della nostra salvezza, come viatico e compagnia nell’Eucaristia» (Epp 169: I, 495-510). Spessissimo raccomanda ai suoi di celebrare delle messe come mezzo principale per aiutare il prossimo (cf. Co 640, 812).




Ai compagni che partono per Clermont

11 maggio 1556

Per l’edificazione degli altri aiuterà in primo luogo l’esempio di ogni virtù cristiana, e anche lo zelo e desiderio della salute di quelle anime e dell’onore divino in esse, da dove nasceranno le orazioni e i Santi Sacrifici che si offriranno spesso per tal effetto al Padre eterno, avendo almeno questa intenzione fra altre, vale a dire il bene spirituale. […] I compagni badino ad avere una chiesa dove, oltre alla predicazione e la dottrina cristiana, possano celebrare le loro messe, ascoltare le confessioni e distribuire il santissimo sacramento dell’Eucaristia. Con la ricezione di questi sacramenti si potranno attirare molti al servizio di Dio nostro Signore e alla vita spirituale.

CB IX/1_1 [Epp 6452: XI, 371.372)